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Arrivo in albergo – 13 Dicembre 2013
Peso – 58 kg
Aspettativa – Sopravvivere quattro mesi in un mondo che non mi appartiene e uscirne vincitrice.

È passato quasi un mese. Lasciare la mia Terra è stato più pesante del solito, ci ho messo un po’ a metabolizzare l’assenza, la distanza e il distacco.
Più passano gli anni e meno sopporto questa vita fatta di Stagioni che non sono mai così poetiche come il loro nome. Mesi lontana da casa con l’unico motivo, a trascinarmi via, di un lavoro.
Superato il diploma ho capito presto che i miei sogni si frangevano al contatto con la realtà. In un mondo dove bisogna essere eternamente giovani, dinamici e flessibili una piccola sognatrice introversa e poco dinamica non aveva molte strade da percorrere.
C’è voluto poco per sapere che non mi rimaneva molto da fare.
Ho rimboccato le maniche, masticato un po’ di orgoglio, messo i guanti e intrapreso la mia carriera da cameriera ai piani.

La vita in un albergo è ciò che di più lontano possa esistere da me, dipendenti chiassosi e con tanta voglia di fare baldoria, clienti maleducati, datori di lavoro al limite della nevrosi.
Come mi sono salvata?
Osservando, cercando di prendere il bello, facendo attenzione ai particolari.
Mantenendo il sangue freddo.

Ora, dopo diciassette anni in questo mondo, vorrei trovare la forza di abbandonarlo e capire cosa la vita può ancora riservarmi.
I sogni che pensavo di aver distrutto sono ancora lì, hanno cambiato forma, nome. Ma mi chiedono di essere ascoltati
Per farlo ho bisogno di fare chiarezza. Per fare chiarezza ho bisogno di superare questi mesi che mi tengono lontana da tutto, e così butterò qua dentro ciò che provo, che vedo, che sogno.

Ce la posso fare.

Via!

Miss Jane tz

Illustrazione di Dilka Bear

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