Svegliarsi, guardarsi attorno. Essere ancora qui. Leggere quell’ultima pagina perché ieri notte crollavi, prima di spegnere la luce.
Capire quanti anni luce stai per attraversare, da Rilke a venti letti da rifare, quindici bagni da pulire, tre bocche da ascoltare, mentre parlano di nulla.
Cambiarsi in fretta, e passare dalla profondità della quiete alla superficie delle cose. Sorridere mentre dai il buongiorno alla persona che preferisce vedere le tue spalle,
per colpire.
Fare finta di non sapere.
Poi spolverare, sprimacciare, smacchiare, piegare, trasportare. Cambiare, sorridere a sconosciuti che servi per la settimana. Ignorare gli sguardi di superiorità, impilare, svuotare, declinare un commento, valutare un aiuto, iniziare.
Aprire, inorridire di fronte all’inciviltà, superare lo sconforto, pulire.
Scrostare.
Disinfettare.
Imprecare.
Pensare
a cosa si è fatto di male.
Pensare di essere fortunati ad avere un lavoro che fa pensare a cosa si è fatto di male.
Pensare a quanto lo si è cercato un lavoro. Anche se fa pensare a cosa si è fatto di male.
Per meritarselo.
Controllare.
Sentire
.
La schiena dolere, la mente volare.
Di voler cambiare.
Sopportare.
Sorridere, salutare
.
Rispondere alla stessa domanda.
Essere.
Sarda, lontana, cameriera, stanca.
Camminare, guardare, confrontare. Gioire alla vista di un libro, sembrare fuori luogo. Giustificarsi, spiegare che non è strano leggere.
Infuriarsi per gli stereotipi che vedono i lavori umili fatti da persone ignoranti.
Ricredersi.
Dedurre
che il mondo è ingiusto. Indipendentemente dalla propria cultura.
Scorgere troppe differenze.
Odiare il denaro.
Aver bisogno di denaro.
Disprezzare chi ha denaro.
Non trovare un compromesso.
Rinchiudersi fra scaffali di libri e musica jazz.
Sentirsi prendere in giro, perché ci si rinchiude fra scaffali di libri e musica jazz.
Guardare la propria vita scorrere.
Non trovare il modo di mettere le cose a posto.
Non trovare il libretto di istruzioni.
Abdicare.
Restare storditi dal nulla.
Leggere.
Spegnere
la luce.
Fingere
che non ci sia nulla
che
ti viene
a mancare.

Miss Jane tz

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