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Le valigie strapiene di indumenti, gioielli per la sera, tute da sci, mascara, ombretti, slip, tablet, pigiami calze biberon libri scarpe-dvd-tuttoquellochecipuòservire.
Ma c’è una cosa che spesso resta fuori. Lo immagino più volte che cerca una breccia, che vuole infilarsi fra quegli oggetti, in valigia, che si fa largo, suda, si dimena, con una vocina bambina chiede di esserci, anche lui.

L’amore non va in vacanza.

Non so perché, ma spesso resta a casa.
E’ rimasto a casa quella volta che figlio, nuora e nipoti hanno lasciato la nonnina per due settimane sola, in albergo, mentre loro passavano le vacanze altrove. E quando, dopo un malore, dopo l’intervento del 118, abbiamo chiamato il figlio, lui è arrivato sì. E dopo mezz’ora di nuovo via, lasciandola sola. Tantotuttovabbene.
E’ rimasto a casa ad aspettare la coppia che in una suite di lusso litigava così forte da essere sentiti alla parte opposta di un corridoio enorme, a venti camere di distanza, per un conto di seimila euro. Lo hanno dimenticato quei genitori che costringono i bambini a levatacce, incerti sui loro passi scoperti da poco, che non possono, – scherziamo? – perdere le lezioni di sci, anche se fuori fa un freddo che le orecchie quasi ti si spezzano.
E via così, di coppia in coppia, di genitori in genitori.
Non so perché, e sono sicura che non sia sempre così, ma spesso l’amore viene lasciato a casa. Ci si illude che quei sette giorni saranno diversi, che noi saremo diversi, che tutto sarà perfetto, pulito, preciso, divertente. Che le persone sorrideranno sempre, il tempo sarà bello, i soldi da spendere più di quelli che possediamo. Pretendiamo di lasciare i problemi, le insoddisfazioni, le nostre insicurezze in un cassetto del comodino di casa, immaginando che si dissolveranno e al nostro rientro, abbronzati e carichi, non li troveremo più. Ma dimentichiamo di portare con noi il pezzo più importante. Forse perché non lo possediamo.

I problemi non sono fuori, ce li portiamo dentro, non occupano spazio in valigia, non bisogna collocarli sul bagagliaio. E se lei o lui non ci hanno dato la giusta attenzione a casa, se un complimento non è stato fatto, un bacio non dato, non sarà in vacanza che arriverà. O se arriverà non basterà a colmare il vuoto.

Per quanto i borsoni siano pieni, stipati di roba, se vuoto c’era, vuoto rimane dentro noi. Vedo costantemente, sento costantemente al di là di quelle porte chiuse, liti, recriminazioni, telefonate a voce altissima. E mi chiedo dove sia l’Amore. Dove lo nascondiamo, come si fa a farlo emergere, respirare.
Nel corso degli anni ho osservato intere famiglie e mi sono chiesta se si accorgono di ciò che manca loro. Di ciò che fanno mancare a chi sta loro intorno.
Come quella bella bambina, un capodanno di tanti anni fa. Sei mesi di dolcezza e latte. I genitori volevano passare una serata di divertimento e l’hanno affidata alla baby sitter. Che in quel caso ero io, come spesso capita alle cameriere nei giorni di festa viene chiesta una mano in più. Mi è stata messa in braccio alle sei del pomeriggio, mi hanno detto il nome e via. Ho passato lo scoccare del millennio con lei. Sole.
E mi chiedevo che bellezza ci sia stata a festeggiare senza di lei.
E l’ho sentita così sola, con un’estranea che tentava in ogni modo di non sentirsi sola lei stessa.

L’amore non sempre va in vacanza.

Non c’era, di sicuro, quando la bimba di cinque anni si è presa l’influenza e la mamma dopo un giorno in camera per seguirla, ha deciso che non era giusto che lei rinunciasse a sciare mentre il marito si divertiva, e me l’ha confessato candidamente, mentre cambiavo le lenzuola che la bambina aveva sporcato la notte. Mi diceva che non era giusto, che anche lei doveva avere gli stessi diritti. Una sorta di novella Mary Musgrove.
La mattina dopo, al mio solito turno di lavoro, la bambina era sola, in camera, i genitori stavano cercando di sfruttare il più possibile lo skipass, e lei febbricitante e vomitosa, sola. E la piccolina, spaventata, chiamava me, unica faccia amica in un piano d’albergo completamente svuotato dai suoi occupanti.

Non c’era, l’amore, quando Lui arrivò una settimana prima con l’amante e poi ritornò nella stessa camera con la moglie.
Non era presente alla vacanza della starlette che doveva farsi fotografare sugli sci ad appena un mese e mezzo dal parto. E parlare della difficoltà di essere mamma e lavoratrice allo stesso tempo.
Bellissima e in forma la giovane donna ha dato la sua ricetta alle casalinghe adoranti e frustrate di non essere riuscite a far rientrare la pancia e ad avere le occhiaie per le poppate notturne, mentre lei, radiosa riusciva anche a sciare!
Peccato che il pupo in questione, in vacanza, non sia stato nemmeno portato.

L’amore non va in vacanza. Aspetta quieto che qualcuno lo raccolga e lo porti con sé. Sta buono e zitto, in attesa di essere incluso in qualcosa di semplice e bello.
Nel mentre io passo fra corridoi di persone tristi che appena escono dalla camera indossano una maschera e un sorriso d’ordinanza, dicendo Buongiorno signorina e preparandosi per una giornata da interpretare.

Miss Jane

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